La Storia

 

panoramica

Politeama SPA

8 settembre 1994, nasce  la S.p.A.

Il chiasso della fiera, i divieti per il corteggio, il profumo dei brigidini e l’attesa per l’ostensione della Sacra Cintola. L’8 settembre è il giorno più pratese dell’anno. Si festeggia sì la Madonna, protettrice della città, onorando la sua reliquia che quei mascalzoni dei pistoiesi cercarono di rubare. Ma si gusta anche il piacere dello stare insieme come comunità, come appartenenti a una stessa storia e a uno stesso vivere contemporaneo. L’8 settembre è il giorno di Prato e dal 1994 è il giorno del Politeama.
La mattina alle 9 il portone del teatro si apre. Roberta Betti è la prima, ma poco dopo eccoli tutti. Sono i soci fondatori. I primi che daranno vita alla Politeama spa, impegnandosi per gli iniziali duecento milioni di capitale sociale. Ed è lì, su un tavolaccio sistemato in mezzo al palcoscenico che si firma l’atto costitutivo della società, sotto gli scatti veloci della macchina fotografica di Nedo Coppini. Si è lavorato tanto per arrivare a questo traguardo e ora c’è emozione. A cominciare dal notaio Balestri, per il quale quei documenti non sono certo un atto come tanti da guardare con distacco professionale, ma un traguardo che arriva dopo tanta fatica e tante battaglie condivise con un gruppo di amici. E’ lui che legge, quasi si trattasse di un bel passo di un copione che va in scena, l’atto di nascita della società e che invita uno a uno i compagni di avventura a salire sul palco per firmare la sottoscrizione delle quote del capitale sociale. In quel primo gruppo c’è già un po’ tutta la città, ma non basta. Dovranno diventare molti di più. Non solo perché servono soldi. Ma perché quel teatro deve essere davvero di tutti, non solo idealmente, ma anche nei fatti.

Quella mattina dell’8 settembre, mentre in via Garibaldi i figuranti con gli abiti rinascimentali improvvisano giochi araldici e antichi tornei e il rullo dei tamburini dà il ritmo agli sbandieratori, ognuno di quei primi soci ha firmato un impegno che poi ha davvero mantenuto. Eccoli, in ordine sparso, i componenti del nucleo che ha messo in moto tutta la macchina, a cominciare dal Comitato Politeama e poi le associazioni Unione Industriale, Pratotrade, Confartigianato, Cna, Unione Commercianti, Confesercenti, Corale Verdi, Akronos, Pratolirica, Amici dei Musei . A seguire Roberta Betti, Lamberto Muggiani, Elvira Trentini, Marco Gramigni, la Superal di Aldo Grassi, Massimo Cecchi, Renzo Cecchini, Pietro Vestri, Silvano Gori, Foresto Guarducci, Giampiero Guarducci, Nicola Bartolozzi, Tina Ballerini, Alessandro Cecchi, Piero Zucchi, Luca Managlia, Alessandro Antonio Giusti, Marco Giusti, Fabio Tempestini, Roberto Cenni, Giovanni Massai, lo studio Legale Nardi e Brunori, Alessandro Ciampalini. L’amministrazione comunale è della partita, anche se per questioni burocratiche deve rinviare la firma di sottoscrizione. Quello che conta è comunque la delibera del consiglio del consiglio comunale già approvata, con la quale il Comune si impegna all’acquisto di 50 milioni d’azioni del Politeama. E non a caso l’allora vicesindaco Fabrizio Mattei entra subito a far parte del consiglio d’amministrazione della spa, che viene formato da: Roberta Betti presidente, Aldo Grassi, Fabrizio Mattei, Silvano Gori, Giuliano Coppini, Lamberto Muggini, Pietro Vestri. Un cda estremamente rappresentativo della città, che sta a dimostrare l’unità d’intenti.
In mezzo a quei soci fondatori c’è una signora che non fa parte di alcuna associazione e non fa neppure un mestiere importante. Rappresenta solo se stessa e la sua presenza è il segno di come la riapertura del Politeama non siano un desiderio o una volontà calati dall’alto, ma un sentimento che viene dalla gente. La signora Tina Ballerini è infatti una pensionata di settantanove anni che vive della sua pensione, la minima. Non può permettersi di spendere grandi cifre, ma ha deciso che un milione dei suoi risparmi li vuole destinare al Politeama. Quel teatro le ricorda la sua gioventù, anche se all’ora si chiamava Mikado e ora vuole dare il suo contributo per rivederlo aperto, per tornare a sedersi in quella platea e rivivere se possibile le emozioni di tanti anni fa.
Da quel giorno in poi ci saranno tante signore e signori Ballerini che verseranno le loro mille lire per le azioni del Politeama, acquistando forse per la prima volta un titolo in vita loro.
E quel giorno sono tanti ad affacciarsi al portone del teatro, giovani e anziani.