Teatro Politeama Pratese


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Mission, da un discorso di Roberta Betti


“Terrei subito a precisare che ciò che più mi sta a cuore del Teatro Politeama Pratese è il suo futuro.
Nel dire questo rappresento me stessa, i miei amici collaboratori e sostenitori, tutta la città di Prato, e spero che altri teatri d’Italia seguano il nostro esempio.
Nel lontano 1910 il Politeama Pratese era una grande platea senza il tetto, dove si faceva la fila per vedere il cinematografo e gli spettacoli di varietà.
Il Teatro nacque grazie alla volontà di uno degli atleti pratesi più importanti del primo dopoguerra, Bruno Banchini, e fu inaugurato nel 1925 con la prima della Tosca, interpretata dalla soprano Giuseppina Cobelli.
Dal Politeama sono passati cantanti come Beniamino Gigli, Rosetta Pampanini, Toti dal Monte, tanto per fare qualche nome.
Sul palcoscenico del teatro, per le Riviste, personaggi come Totò, Macario,Walter Chiari, Nino Taranto. Ma la città di Prato lo ricorda anche per gli incontri di pugilato, per esempio quello con Mazzinghi, in occasione del campionato italiano.
Purtroppo, nel 1985 il Politeama fu definitivamente chiuso dopo aver svolto la funzione di Cinema per alcuni anni.
Si sentiva dire che al posto del glorioso Banchini si sarebbe fatto un garage o un supermercato. Abbiamo allora creato un comitato di 50 persone per recuperare il glorioso teatro che, tra l’altro Presenta un'architettura di grande valore storico, tipica degli anni'20, con una splendida cupola apribile, costruita dall'architetto Nervi ed è una delle strutture più grandi della Toscana, atta a ricevere 978 posti seduti.
L’ 8 settembre del 1994 il comitato ha creato il Politeama s.p.a. con capitale sociale di 200.000.000 di lire : una public company, un’offerta di pubblica sottoscrizione da parte di una s.p.a che avesse come fine l’acquisto e il recupero di un teatro. Lo spirito della Politeama s.p.a. è quello della"Public Company": il costo dell'azione era di pochi spiccioli, per permettere a tutti di dare il proprio contributo. Ci sono voluti L.2.800.000.000 per l'acquisto del teatro e circa la stessa cifra per il restauro.
Le azioni le hanno comprate in tanti. Così è stato ristrutturato e inaugurato il 2 gennaio del 1999 con la Tosca, così come nel 1925 fu Tosca la prima opera rappresentata.
Poi sono arrivate anche la Camerata Strumentale e la Scuola di Musical: un teatro che si apre porta dentro di sé tante altre idee.
Ma questa non è una bella favola, perché il lavoro non finisce mai. Ogni anno dobbiamo fare i conti con una valanga di problemi, con l’incertezza, dobbiamo conservare una grande volontà per lottare contro un sistema che va in automatico, che spesso non delega la cultura al teatro e alla musica.
La scuola di Musical, le borse di studio per mandare gli allievi a studiare a Londra, il concorso per gli autori che presentiamo oggi, Il Concorso di Musical è una delle iniziative che apportano linfa, movimento e passione intorno a questa importante realtà sul territorio italiano”.

Roberta Betti



   
La vita e le vicissitudini del Politeama Pratese sono narrate in "Politeama Pratese. Vita, sorte e miracoli di un teatro" di Olga Mugnaini e Manuela Critelli edito da Riccardo Cantini Editore e Mediateca Regionale Toscana nell'anno 2006.

Un libro che dovrebbe avere sulla copertina un'indicazione 'i fatti narrati sono realmente accaduti': questo perché la storia della riapertura del Teatro Politeama di Prato raccontata dal libro "Politeama Pratese. Vita sorte e miracoli" di Olga Mugnaini e Manuela Critelli è degna di un racconto di fantascienza che ci riporta a valori e a modelli di convivenza civile che oggi sembrano sempre più utopie. E invece a Prato è successo, ed è successo pochissimi anni fa. Quella del Politeama è una storia di affetto per la propria città e di passione civile, è il racconto di come si possa governare guardando non solo alla burocrazia e alla compatibilità economica ma anche ai sentimenti, alle passioni, ai tratti identitari di una città.