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Canzona di ringraziamento 4

Dettagli

Data:
novembre 12
Ora:
21:00 - 23:30
Categoria Evento:
Sito web:
http://www.cameratastrumentale.org/stagione-concertistica-2020-canzona-di-ringraziamento/

Luogo

Teatro Politeama Pratese
Via Garibaldi, 33
Prato, PO 59100 Italia
+ Google Maps
Telefono:
+39 0574 603758
Sito web:
politeamapratese.com

Solisti della Camerata strumentale «Città di Prato»

Giovedì 12 novembre
direttore e violino Hugo Ticciati
Beethoven: Canzona di ringraziamento dal Quartetto in la minore op. 132
Britten: Variazioni su un tema di Frank Bridge op. 10
Vasks: Distant Light, Concerto per violino e orchestra d’archi

Nel cuore del Quartetto in la minore op. 132 compare una fra le pagine più toccanti dell’umanità di Beethoven, sgorgata dal suo cuore dopo l’angoscia di una malattia. È la «Canzona di ringraziamento di un guarito alla Divinità, in modo lidio». Quanto dolorosamente attuali siano queste note, nella loro nuda, disarmante preghiera e nella purezza arcaica di quel canto, è immediatamente manifesto. Abbiamo fatto tutti personale esperienza della sospensione del tempo, la stessa che Beethoven ha eternato nella sua Canzona di ringraziamento. Questa musica ci invita a scrutare dentro di noi per ritrovare la nostra natura spirituale. Eppure, dopo aver intonato quella preghiera spoglia e toccante, Beethoven schiude un nuovo episodio, più mosso, che porta l’indicazione «Sentendo nuova forza», una musica che interpreta un ritorno alla vita, del corpo e dell’anima. Ci eravamo lasciati, lo scorso febbraio, sulla strada verso il «puro ciel» d’Orfeo, in un percorso musicale che portava come sottotitolo «La forza della musica». Guidati da Beethoven, riprendiamo quel cammino. La musica ci fornirà l’alimento per nuova energia, proprio come avviene nella Canzona. Anche le Variazioni che Britten indirizzò al proprio maestro Frank Bridge, utilizzando un suo tema come punto di partenza, sono un affettuoso segno di gratitudine per quella paternità artistica e per la guida ricevuta.

È un capolavoro giovanile di arguzia e di umorismo, perché ciascuna variazione sembra un «exercise de style» che permette al compositore di ripercorrere con folgorante bravura il canone musicale occidentale, dal canto gregoriano, alla danza barocca, al valzer, all’aria d’opera italiana, al pezzo virtuosistico, fino alla magistrale fuga finale. Hugo Ticciati, geniale figura di violinista, direttore e animatore di iniziative artistiche, si fa carico di questo autentico tour de force per l’orchestra d’archi, affiancandolo al Concerto per violino di Peteris Vasks, composto per Gidon Kremer nel 1997, nel quale potremo ammirare le doti di Ticciati come solista.

Questo Concerto porta il titolo «Distant Light» ed è intriso del senso di dolore, solitudine e consolazione tipico dell’anima musicale baltica. Quella «luce distante» che s’intravede nel paesaggio sonoro creato da Vasks è proprio la musica, che fa sorgere la speranza sulle nostre pene.

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